UN DIPINTO ASTRATTO… UN ASSOLO DI BATTERIA…
Un dipinto astratto è, per me, come un “assolo” di batteria:
nel dipinto astratto non ci sono oggetti o cose “reali”, ma semplici segni, tocchi, virgole e campiture colorate che “compongono” l’insieme dell’opera…
può essere giusto parlare di composizione… in quanto, in latino, cum-ponere significa “mettere assieme”, giustapporre; e, nel nostro caso, aggiungerei intersecare, incrociare, sovrapporre, etc…non essendoci un “soggetto” riconoscibile, chi osserva deve “lasciarsi trasportare” dall’insieme…, interpretando in via personale quei segni, quei colori, etc…deve raccogliere stimoli attraverso la funzione visiva –
similmente, in un assolo di batteria – specie se “libero”, ma anche negli “scambi misurati” o nei “solo a tempo” non ci sono ritmi “reali” ma intrecci di figure ritmiche ridotte a “pattern”, variamente articolate, incastrate ed interconnesse tra loro a formare un corpo … meglio sarebbe un “discorso” ritmico/timbrico/dinamico più o meno omogeneo ed unitario… e anche in questo caso è giusto parlare di composizione, esattamente come in pittura…
in questo caso è la funzione uditiva che raccoglie stimolie in questo caso, dunque, bisogna “lasciarsi trasportare” dall’ascolto
entrambe le funzioni hanno poi lo scopo di trasmettere specifici impulsi ai nostri organi centrali “cuore e cervello”, ai quali è affidato il compito di rielaborare i “messaggi” per tradurli in “vibrazioni”… “emozioni” … “sensazioni” …
IN ENTRAMBI I CASI, COMUNQUE, RISULTA FONDAMENTALE L’ASPETTO IMPROVVISATIVO
E’ praticamente impossibile stabilire se un dipinto astratto o un assolo di batteria siano … “venuti bene”… questo perché l’improvvisazione comporta – strada facendo – continue e istantanee “rielaborazioni” da parte dell’esecutore, con conseguenti piccole o grandi modifiche rispetto all’idea “iniziale”… e con “aperture” il più delle volte imprevedibili anche da parte del medesimo;figuriamoci il fruitore, ossia colui che osserva o che ascolta…: come fa a sapere quali fossero le intenzioni e i propositi del pittore o del musicista…? e, soprattutto, come fa a “riconoscere” queste rielaborazioni istantanee che prendono corpo, strada facendo, all’interno della mente – e del cuore – dell’artista…?
E’ dunque un mondo affascinante… il mondo della tecnica applicata alla capacità espressiva, sulla base della personale esperienza conoscitivo-formativa;
PIU’ CONOSCO PITTORI ASTRATTI E BATTERISTI JAZZ, MAGGIORI POSSIBILITA’ HO DI AFFINARE LA MIA SENSIBILITA’ E DI AMPLIARE – ASSIEME ALLE CONOSCENZE – LA MIA CAPACITA’ ESPRESSIVA, NONCHE’ I MIEI INTERESSI A FAVORE DI NUOVI STIMOLI CREATIVI.
matteo ottonello 10/07/2017


