VISI
JAZZISTI IN BIANCO & NERO
Da quando sono entrato nel mondo del jazz, ho comprato quasi regolarmente la rivista “Musica jazz” e, per un decennio, sono stato anche ad essa abbonato; ogni numero, per un bel po’ di tempo in bianco e nero, recava sull’ultima pagina la foto di un grande jazzista: era la “galleria” fotografica, dalla quale ho tratto spunto (assieme naturalmente a tante altre immagini presenti sia nella stessa rivista sia in altre pubblicazioni) per iniziare a realizzare una “mia” galleria di ritratti, sempre in bianco e nero, ma non fotografici, bensì disegnati, usando la tecnica “matita bianca su cartoncino nero”: ritratti di tipo accademico, che cogliessero le parti illuminate di questi volti scuri, con illuminazione talvolta fioca, e ne restituissero l’essenza umana ed artistica: così si hanno espressioni che vanno dal riflessivo alle smorfie di concentrazione quando si è impegnati ed assorti nel far musica.

Classica espressione di Bird praticamente “in trance”, avvolto dai fumi della droga e dell’alcool, ma pronto a scattare per suggerire a tutti – con i suoi voli pindarici di rara genialità – la strada da seguire; frammenti di luce, che nell’oscurità dei locali fumosi e bui, disegnano la fisionomia di colui che giustamente viene definito il “padre” del Be-bop

Il pianista Bud Powell, musicista anche lui fondamentale per la rivoluzione boppers della seconda metà degli anni 40, colto in una intensa espressione, resa ancor più interessante dall’illuminazione radente

Billie Holliday, la regina dalla la voce spezzata, calda, sensuale, retaggio di angustie e soprusi di ogni tipo, canta il vero pathos di chi come lei ha vissuto una vita molto travagliata ed affettivamente incerta: quasi una smorfia di dolore

Sonny Rollins, uno dei “colossi” del sassofono Hard-bop, classe 1930, ritiratosi ufficialmente dalla scena jazzistica nell’anno 2012, dallo sguardo sornione ed accattivante, allo stesso modo di Coltrane, ha lasciato un seguito numerosissimo di musicisti carpiti dalla sua arte improvvisativa e dal suo fare estremamente diretto ed efficace

Abbey Lincoln ex moglie di Max Roach, cantante di forte ascendenza africana, versatile, duttile, profondamente musicale, qui in una sua espressione giovanile di rara bellezza

Un’altra immagine di Charlie Parker, colto in una espressione trasognata, mentre sembra osservare il volo di un uccello… appunto “Bird”

Miles Davis, grandissimo e versatile trombettista: personaggio anche lui – e a modo suo – emblematico nel panorama della musica jazz; sicuramente e storicamente uno di più influenti; qui è ritratto in un’espressione un poco accigliata, quasi titubante a farsi fotografare, e con una vena quasi nostalgica

Il mio amato Elvin… il primo ritratto che gli ho dedicato, ripreso in una classica sua smorfia, in mezzo ai tamburi e fradicio di sudore: immagine bellissima che Arrigo Polillo usò per la copertina del suo libro “Il Jazz”

Sarah Vaugan, altra grande interprete del Jazz; grande voce suadente e calda, è qui ripresa in una sua tipica espressione.

Forse il più “africano” tra tutti gli esponenti del drumming degli anni 60, dal groove possente e strapieno di swing, importante bandleader, qui ripreso mentre soleggia a bocca aperta, facendo trapelare tutta la sua gioia nel far musica

Louis Armstrong, se non il solo, certamente uno dei “padri” della musica jazz: colui che ha “inventato” l’improvvisazione individuale; cornettista irruento e cantante sopraffino, qui ripreso davanti al microfono mentre una luce poco intensa ne delinea i connotati fisionomici

Bobby Durhan – batterista del filone mainstrean, ed anche sensibile e raffinato vocalist, ripreso in una sua classica espressione dietro al microfono

Mc Coy Tyner, il grandissimo pianista di Coltrane, chino sullo strumento e delineato solo da un leggero controluce che ne definisce i contorni del viso e della capigliatura, in un’immagine di meditativo raccoglimento

Abdullah Ibraim, nome convertito di Dollar Brand, pianista, cantante e polistrumentista sudafricano di ampie vedute: esponente di punta del jazz “etnico” e attivo band-leader, canta le melodie della sua terra sprigionando parecchia energia

Don Cherry, trombettista, eminente esponente della New Things, prezioso collaboratore in differenti contesti assai eterogenei, è ripreso mentre improvvisa vocalmente

Charles Mingus, un pilastro nel jazz moderno, grandissimo band-leader e contrabbassista geniale, esprime, in questa immagine, tutta la forza della sua concentrazione

Ravi Coltrane, figlio del grande John, è ripreso in una posizione estatica: sembra osservi il suo bocchino, oltre il quale c’è il cielo, ove sicuramente risiede suo padre: una luce fortissima infatti lo investe; una luce emanata dal grande spirito che fu e che ancora è…

Archie Shepp, un grande della New-Things, un pilastro della nuova generazione posto-coltraniana, alla ricerca delle autentiche radici africane, è ripreso mentre suona il soprano

Eric Dolphy, come qualcuno ha detto… “avanti e lontano da tutti”; splendido outsider di importanti gruppi degli anni 60, prematuramente scomparso a 34 anni, ci ha lasciato una musica graffiante ed imprevedibile; qui ritratto in una sua espressione meditativa

Alice Coltrane, la seconda moglie di John, pianista, arpista, polistrumentista, qui ritratta mentre suona l’arpa, in una espressione corrugata ed intensa

Nuovamente Louis, che con il bocchino ben piantato sulle labbra, è impegnato in un’improvvisazione; la pressione del bocchino si avverte chiaramente dalla smorfia e dalle pieghe dei muscoli facciali

Alphonse Mouzon, batterista, a metà degli anni ’70 era considerato uno dei veri eredi di Elvin Jones; ma, dopo una breve felice parentesi (quartetto con Tyner a Montreaux e trio con Mangheldorf e Pastorius) si è “spento” scivolando nell’oblio

Il ritratto più recente al mio “amato” maestro, sempre strasudato e mentre “grugnisce” a modo suo, con la bacchetta in evidenza

Max Roach, il “padre” dei batteristi jazz moderni (definizione della critica ufficiale) dal quale, alla giovane età di 17 anni rimasi folgorato; effettivamente un “monumento” alla batteria, anche lui fautore di una nutritissima schiera di seguaci
