Mi chiamo Matteo Ottonello, e sono nato a Campo Ligure, piccolo paese dell’entroterra genovese, il 16 febbraio del 1952; da quando avevo 13 coltivo due grandi passioni: la pittura e la batteria; ho frequentato il Liceo Artistico N. Barabino di Genova e, successivamente, mi son laureato in architettura, il 20 giugno 1977, sempre presso l’Ateneo genovese.
Qualche anno prima dei 13 anni avevo anche “scoperto” il mondo dei trenini in miniatura, giocando con un amico che possedeva un plastico Marklin.
Le due passioni – pittura e batteria – sono “cresciute” assieme… durante tutto il corso degli studi, sia liceali, che universitari; ed anche durante il servizio militare non ho smesso né di dipingere, né di suonare.
Nella primavera del 1965 mi ero proposto come batterista (pur non avendola mai suonata) ad alcuni compagni di classe, che volevano formare il complessino di musica leggera; e, nell’estate dello stesso anno avevo iniziato a dipingere ad olio, grazie all’attrezzatura e al materiale avuto in dono per la promozione all’esame della 3a media.
A 15 ho avuto il mio primo “vero” ingaggio come batterista in un complesso di musica leggera che si esibiva regolarmente al “Master 12”, locale situato al piano superiore della SMS di Campoligure.

Castello D’Albertis – Genova – con Loredana Perasso e “L’ottava Candela” – 1969

A partire dai 17 anni ho iniziato a partecipare a mostre collettive, ho intrapreso lo studio della musica e dei rudimenti della percussione, suonando in diversi gruppi genovesi, fino a vent’anni.
“Il buio dentro l’anima” – olio su tela, cm 50×70 – 1972
Le mie prime espressioni pittoriche erano abbastanza casuali con una leggera tendenza alla matrice surrealista.
I primi pittori che mi hanno attratto sono stati il simbolista Arnold Böklin e i surrealisti Renè Magritte, Ives Tanguy e Salvador Dalì.
Nel 1972 sono entrato a far parte del mio primo gruppo jazz: il “Quartetto Moderno di Genova” con il quale ho debuttato, nel marzo del 1973, al Louisiana Jazz Club di Genova. Nel ’74 ho conosciuto l’allora ragazzino Dado Moroni, col quale ho suonato assiduamente fino agli anni ’80.


In ambito universitario, negli anni 74-75-76 ho partecipato a lavori di gruppo concernenti temi di restauro architettonico ed edilizio (1: “Le logge medioevali di Genova”, a cura di Rubaldo Morozzo D. R.; Istituto di Storia dell’Architettura, edito nel 1976 – 2: “Restauro edilizio di via della Maddalena a Genova”; quaderno n° 16-17-18 dell’Istituto di Progettazione Architettonica; direttore della ricerca Prof. Maretto Paolo, edito nel 1977/78)
Nel 1975 ho fatto parte di una grande orchestra sperimentale: Il “Gruppo 20” diretto dal M° Giuseppe Oliveri e con l’apporto di musicisti classici provenienti dall’orchestra del Teatro Comunale di Genova.


Nello stesso anno, in occasione di una collettiva per in Natale genovese, è stata segnalata l’opera “ironia” di chiara matrice simbolico-surrealista.
Nella primavera del 1976 ho realizzato la mia prima personale, ad Ovada, presentando una ventina di dipinti ad olio più vari disegni in tecniche miste.

“Proposta di riqualificazione urbanistica dell’alta valle Stura ” (di Ovada) è stato il titolo della tesi di laurea, che, sotto la guida dell’architetto Prof. Paolo Vaccaro ho discusso nel 1977, lavoro che si può considerare come un prototipo per tutti i miei successivi nel campo urbanistico-territoriale; dopodiché, mio malgrado, ho dovuto adempiere agli obblighi della leva militare, allora ancora obbligatoria.
Nella primavera del 1978, durante il servizio militare in quel di Milano, ho partecipato, in trio col pianista Dado Moroni e il contrabbassista Mauro Liconte, alla trasmissione “Di jazz in Jazz” condotta da Franco Cerri e Giampiero Boneschi, entrando quindi in contatto con i jazzisti milanesi Sergio Fanni, Gianni Basso, Sandro Bagnoli, Sante Palumbo, con i quali abbiamo poi suonato in diverse occasioni.

Matteo Ottonello, il pittore che suona
A partire dal medesimo anno ho iniziato una serie di ritratti dedicati a John Coltrane con diverse tecniche realizzative; ed assieme all’amico Cesare Marchini, grande musicista e artista poliedrico, ho approfondito gli studi sul colore.

Nel 1979 ho iniziato l’attività di Architetto ad Acqui Terme, aprendo uno studio professionale. Ho partecipato ad un concorso pubblico per l’ampliamento del cimitero comunale ed ho realizzato, negli anni successivi, arredamenti, villette private, ristrutturazioni varie ed edifici di abitazione civile.
Nell’anno 1980 le collaborazioni musicali si sono ampliate ed ho suonato con i pianisti Riccardo Zegna, Dado Moroni e Andrea Pozza; con i contrabbassisti Luciano Milanese, Attilio Zanchi, Julius Farmer, Rosario Bonaccorso; e ancora, con Larry nocella, Marco Ratti, Massimo Urbani, Dodo Goya, Mario Rusca, Renato Sellani; molte le collaborazioni con i jazzisti genovesi tra cui Claudio Capurro, Mauro Barabino, Aldo Zunino, Alessio Menconi, Piero Leveratto, Gianpaolo Casati, Stefano Guazzo.

Nello stesso anno l’incontro più emozionante: al lirico di Milano ho conosciuto Elvin Jones di persona e gli ho donato il primo dei 2 che ritratti a lui dedicati…
A cavallo degli anni ’80 e fino all’83 la mia pittura si è fatta più simbolista, e i soggetti erano principalmente visi o porzioni di viso con occhi e sguardi indagatori, rivolti ad una sorta di introspezione.
Nel 1981 ho dipinto “Ambiguità” un doppio viso simmetricamente diviso in due espressioni differenti: una rilassata ed una seriosa.
Nel 1983 ho vinto il concorso per l’insegnamento dell’Educazione Artistica nella scuola secondaria di primo grado ed ho iniziato dunque anche l’attività di docente.
L’anno successivo sono poi passato alle scuole superiori come docente di progettazione architettonica e di discipline geometriche nell’Istituto Statale d’Arte B. Alfieri di Asti.
Sempre nel 1984 ho esposto a Palazzo Guasco ad Alessandria una serie di dipinti che, sulla base delle ricerche e della produzione dei fratelli Delaunay, riprendevano il tema dei contrasti simultanei di colore e della scomposizione dei visi; l’occhio sarebbe diventato il motore intorno al quale roteava tutta la composizione; il colore si era fatto più luminoso e il segno più dinamico; quindi influenza dichiarata del “cubofuturismo”.
Appartiene a questa dimensione il dipinto “Il Jazz” raffigurante John Coltrane ed il suo quartetto; dipinto che dopo essersi piazzato al 2°posto nel concorso nazionale del Premio Arte Mondadori del 1985, viene esposto in 2 collettive a Roma e a Milano. Qui la ricerca è proprio quella di tradurre in pittura sensazioni di tipo musicale.
Raimondo Sirotti, illustre pittore informale genovese, mio insegnate al Liceo e poi Direttore dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, in una sua presentazione nel mio catalogo del 1984, mi ha appellato “il pittore che suona”, non tanto per il fatto che sono anche musicista, quanto per il fatto che i miei dipinti, secondo il suo parere, “sembrano” suonati.



Matteo Ottonello, il pittore che suona
Nella primavera del 1986 ho esposto in una personale a “La Filanda” dei Fratelli Radaelli di Verano Brianza suonando, durante il “vernissage” con gli amici jazzisti milanesi Sante Palumbo al piano e Marco Ratti al contrabbasso. In quell’occasione ho presentato un grande ritratto di Alessandro Manzoni che successivamente sarebbe stato esposto in alcune collettive nazionali.
Intanto la ricerca pittorica si è fatta più astratta, ma il motore della composizione rimane sempre una forma tonda, che richiama un po’ gli occhi dei precedenti visi e “innesca” movimenti rotatori e sinuosi, dai quali, negli anni a seguire, scaturiranno le “fluttazioni”, i “dinamismi” e le “vibrazioni cromatiche”.
Parallelamente, nello stesso anno ho iniziato una serie di ritratti di musicisti Jazz eseguiti con la sola matita bianca su cartoncino nero, produzione che dura a tutt’oggi.
Ancora, nell’estate del 1986, sotto l’egida della Provincia di Alessandria, ho fatto un tour musicale in provincia con quartetti e quintetti variamente composti


Sempre nell’86 ho inciso, a Torino, in trio con Rino Vernizzi (fagotto) e Paolo Marzo (contrabbasso) – entrambi musicisti stabili dell’Orchestra di Santa Cecilia di Roma – un CD con musiche originali di Bach, su arrangiamenti dello stesso Vernizzi, dal titolo “Bach and Me”.
Nell’87, svolgendo l’insegnamento di discipline architettoniche presso l’Istituto d’Arte “Benedetto Alfieri” di Asti, sono entrato in contatto con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Torino ed ho ripreso gli studi sul territorio, producendo un lavoro approfondito sulla città di Asti e sull’astigiano; inoltre mi sono dedicato a studi sull’organismo locale di Torino, sul Sestriere, l’alta val di Susa e la valle Argentera. Tra l’86 e l’88 ho realizzato due video per la Provincia di Alessandria, Assessorato alla Cultura, intitolati “Consapevolezza ambientale
e cultura territoriale”, nonché numerosi studi sulle strutture territoriali del Monferrato e del Basso Piemonte.
Nell’88 ho partecipato ad una collettiva presso la “Società Promotrice di Belle Arti di Torino”.
Tra l’88 e il 90 ho realizzato, assieme a Sandro Giannini – mio ex maestro “territorialista” – un video su Sanremo: “Sanremo ed il ponente Ligure” commissionato dal Soroptimist Club di Sanremo.
Nel 1995 ho esposto a Palazzo Robellini ad Acqui Terme presentando ulteriori sviluppi nella composizione pittorica.
In codesta circostanza ho conosciuto il Prof. Geo Pistarino, benemerito ex preside della Facoltà di Storia Medievale, esperto uomo di cultura, col quale, in seguito, si sarebbe cementata una proficua collaborazione intellettuale.

Nel periodo compreso tra il 1992 e 1996 sono stato uno dei promotori, in seno alla scuola di musica “A. Rebora” di Acqui Terme della manifestazione jazzistica “Acqui in Jazz”; in tale occasione ho suonato con Paul Jeffrey, Maurizio Caldura, Gianpaolo Casati, Alessio Menconi, Rosario Bonaccorso, e tanti altri.
Sempre nello stesso periodo ho sovrainteso e coordinato un progetto interscolastico dal titolo “Didattica e Centri Storici: Roccagrimalda, una realtà concreta” ed il Prof Pistarino, in qualità di esperto esterno, mi ha coinvolto in eventi successivi riguardanti pubblicazioni su Gavi (2000), Acqui Terme (2001) e Trisobbio (2002)
Nel 1999 e nel 2002 ho esposto le mie opere alla galleria “Quiarte” in Genova Pegli.
Nel 2002 ho partecipato alla pubblicazione a cura di Massimo Calissano “Campo Ligure e gli Spinola tra medioevo ed età moderna” nella quale ho condotto sia la lettura operante delle fasi formative dell’organismo territoriale di Campo, sia la lettura delle fasi formative del tessuto edilizio del medesimo.



Sempre nel 2002 ho portato a compimento uno studio preliminare di lettura territoriale a scala continentale (Individuo europeo). Nel mese di luglio dell’anno 2002 ho partecipato alla collettiva realizzata dal Comune di Sori in occasione della manifestazione sul Jazz tradizionale, esponendo due ritratti (matita bianca su cartoncino nero) di Louis Armstrong; uno dei due è stato poi donato al Museo “Mario Dagnino” del Louisjana jazz Club di Genova. Nella stessa occasione ho esposto anche un ritratto ad olio di Elvin Jones, nel quale ho cercato di esprimere il senso di profonda “africanità” che sprigiona il drumming del maestro.
In questo periodo ho proseguito l’intesa artistica con Claudio Capurro col quale ho suonato in trii e quartetti: sono entrato nel gruppo “Five Brothers” e ho sostituito saltuariamente il batterista ufficiale della “Borgo Big Band” della quale Capurro ne era e ne è leader.

Nel 2003-2004 mi sono stabilizzato in val Polcevera, completando la mia carriera da insegnante presso gli Istituti comprensivi della medesima e, tra il 2005 e il 2012 ho impostato studi di carattere storico-territoriale-ambientale sulla stessa e sull’alta valle Scrivia.

Nel 2006 ho realizzato il capostipite delle “dualità”, ossia i volti spaccati in due, come testimonianza della duplice natura del mondo: bianco/nero ..buio/luce… chiaro/scuro…bello/brutto… buono/cattivo… etc…: é un ritratto di Giorgio Gaber – il “Signor G” – che ho seguito dai suoi esordi nel palcoscenici a partire dal 1972… quello che ha tutto e quello che non ha nulla Nascono anche i “grovigli” e gli “improvvisi”, dipinti ove la ricerca diventa … “il puro piacere di fare pittura”, componendo, ora di getto, ora con un certa mediazione riflessivo/compositiva, opere totalmente astratte.


Ho anche sviluppato il tema delle sequenze, sia “fisse” sia “componibili” , preferibilmente sull’astratto, anche se talvolta compare qualche figura…

una parte dell’installazione

Nel 2013 ho esposto in Pontedecimo, presso i locali della cinquecentesca “Casa del Capitanato” gran parte della mia produzione relativa al ventennio precedente e sono stato coadiuvato dall’amico scenografo Luigi Ferrando, il quale ne ha curato l’allestimento: è stata una mostra piuttosto “fuori” dai binari convenzionali, poiché i quadri son diventati elementi di arredo, come componenti di un percorso artistico/scenografico, oppure come stimoli interattivi.
Durante il vernissage della mostra ho riunito un gruppo di amici musicisti per improvvisare una “jam session” jazzistica: hanno partecipato Biagio Sorato al contrabbasso, Silvio Barisione alla chitarra, Antonio Perico alla tromba, Stefano Riggi al sax tenore
A partire dal successivo anno 2014, ho ripreso ed ampliato la produzione di soggetti naturalistici: nature morte, fiori, paesaggi ed animali; con la convinzione che lo studio di effetti “naturalistici” può sempre essere di sostegno anche per quando non si trattano temi noti

Dal 2016 ho ripreso ed ampliato la produzione di ritratti a musicisti e ai personaggi del jazz ho affiancato classici (Abbado, Bernstein, Malher) e leggeri (Gaber, De André). Ho realizzato un ritratto di Ray Charles per l’amico Marino, col quale, dopo tanto tempo, ho ripreso a suonare assieme.
Luglio 2017 festa patronale di Campo Ligure; 33 anni dalla mia prima esposizione: personale al castello e concerto in piazza con Claudio Capurro in quartetto: Marcello Picchioni al piano e Enrico Ciampini al contrabbasso; per l’occasione ho presentato una serie di dipinti sul castello medesimo
Nello stesso anno ho ricevuto un “attestato al merito artistico” da parte della delegazione regionale dell’ENTEL (Ente Nazionale per il Tempo Libero); nella serata dedicata all’evento, sono stati proiettati alcuni miei lavori e mi sono esibito in una performance musicale
Ho partecipato alla “Mostra collettiva del piccolo formato” presso la galleria d’arte “Il Crocicchio” di Campomorone, che si tiene annualmente in occasione delle festività natalizie.
Ho iniziato a produrre una serie di ritratti di nativi americani
Nell’ estate del 2018 mi sono ripresentato, sia al castello di Campoligure, con produzione rinnovata, tra cui un ritratto di Pietro Mascagni, sia alla serata dedicata alla memoria di Natalino Otto, esibendomi nuovamente.
Intanto la produzione artistica ha continuato con l’ esperimento “Omaggio a Jackson Pollok” nel quale ho provato la tecnica del “dripping”; e con la prosecuzione di ritratti di musicisti, cantautori, bluesman e soulman.

Dal 2019 sono entrato a far parte del quartetto di Andrea Mora, crooner genovese e, nell’autunno di quell’anno ho inaugurato una personale alla galleria d’arte “Il Crocicchio” di Campomorone, presentando la produzione più recente di dipinti astratti e puntando l’attenzione sul connubio interattivo “quadro astratto/assolo di batteria”; tema che ancora vado sviluppando.
L’anno successivo, nel pieno delle restrizioni sanitarie, ho instaurato un rapporto artistico “pittorico-musicale” con Franco Buffarello, pianista e straordinario pittore ritrattista, che in breve tempo è diventato componente del quartetto assieme al bassista Enrico Zilli.
Durante tale periodo ho anche portato a termine la struttura del mio plastico ferroviario ed ho cominciato a far girare qualche trenino



Ho riunito quindi 3 amici genovesi, ossia i sassofonisti Claudio Capurro e Stefano Guazzo e il contrabbassista Aldo Zunino ed ho parlato loro del progetto; dopo un primo incontro per sgrossare i pezzi abbiamo fatto una “prova aperta” al castello di Nervi, il 4 luglio 2022 e il 20 aprile 2023 abbiamo registrato un video di circa un’ora con pezzi dell’ultimo repertorio di Elvin e del suo gruppo “Sax Machine”.















